L’industria farmaceutica, come molte altre in diversi settori, non può sottrarsi all’impegno verso la sostenibilità, tanto nelle sue implicazioni ambientali quanto in quelle sociali ed economiche.
In LETSCOM, siamo convinti che l’integrazione di principi sostenibili, all’interno delle strategie aziendali, rappresenti sicuramente un dovere verso l’ambiente, ma anche una potente leva competitiva per rafforzare il brand e consolidare la fiducia degli stakeholder.
Ecco perché in questo articolo parleremo di:
- impatto ambientale del settore farmaceutico
- tendenze emergenti che stanno rinnovando il comparto farmaceutico
- politiche e iniziative a livello europeo
- forze trainanti che impongono una transizione ecologica all’interno del settore
- come affrontare le sfide legate alla sostenibilità e trasformarla in leva competitiva
L’impatto delle aziende farmaceutiche sull’ambiente
L’industria farmaceutica esercita un impatto ambientale considerevole, confermato anche da diversi studi.
Uno studio McKinsey stima che contribuisca a circa il 4-5% delle emissioni globali di gas serra, un dato che pone il settore allo stesso livello di altre industrie ad alta intensità di carbonio, come quella aeronautica. Tuttavia, la rilevanza di questo fenomeno è spesso sottovalutata, nonostante le sue implicazioni dirette e indirette sull’ambiente.
Un aspetto cruciale dell’impatto ambientale è rappresentato dalle emissioni indirette delle aziende pharma, classificate come “Scope 3”, secondo la definizione del Greenhouse Gas Protocol. Questo standard distingue infatti tre categorie di emissioni:
- Scope 1, emissioni dirette generate da fonti di proprietà o controllate dall’azienda;
- Scope 2, emissioni indirette legate all’energia acquistata;
- Scope 3, emissioni indirette lungo l’intera catena del valore, al di fuori del controllo diretto dell’azienda.
In ambito farmaceutico, le emissioni “Scope 3” comprendono non solo la produzione, ma anche le fasi di distribuzione, utilizzo da parte del paziente e smaltimento del prodotto.
A queste si sommano le contaminazioni ambientali, generate dalla dispersione di principi attivi in concentrazioni anche estremamente basse, ma comunque capaci di produrre effetti biologici negativi sugli ecosistemi. Ciò porta a un accumulo nei suoli e nelle acque, alterando gli equilibri ecologici e alimentando fenomeni di resistenza antimicrobica, che costituiscono una delle sfide sanitarie più urgenti del nostro tempo.
Inoltre, l’industria farmaceutica è spesso responsabile di una gestione inefficiente dei rifiuti, in particolare per quanto riguarda l’uso massiccio di imballaggi monouso, in gran parte in plastica, difficile da riciclare. A livello globale, ad esempio, solo tra il 10 % e il 25 % del packaging primario farmaceutico è realizzato con materiali sostenibili. Per non parlare poi del ricorso all’economia circolare, che rimane una prassi ancora poco diffusa, sebbene fondamentale.
Il futuro dell’industria farmaceutica
In un’era di rapidi cambiamenti tecnologici e culturali, l’industria farmaceutica si trova quindi di fronte a un bivio strategico. Le sfide globali — dal cambiamento climatico alla crescente pressione sociale — impongono una trasformazione profonda, in cui l’innovazione scientifica e la sostenibilità ambientale e sociale diventano forze convergenti. Non si tratta più solo di sviluppare nuovi farmaci, ma di farlo in modo etico, trasparente e responsabile.
A proposito di cambiamenti, tra i trend che stanno modellando il futuro del settore, che ne sono almeno cinque particolarmente interessanti. Tutti accomunati da una crescente attenzione verso l’impatto sociale e ambientale delle scelte aziendali:
- medicina personalizzata e terapie avanzate: l’evoluzione della genetica e delle tecnologie biomediche consente l’emergere di trattamenti sempre più personalizzati. Questo comporta una crescente necessità di comunicare efficacemente le innovazioni, garantendo che i benefici per i pazienti siano chiari e ben compresi, in un contesto che pone la sicurezza e l’etica al centro del dibattito pubblico.
- intelligenza artificiale e big data: l’uso dell’intelligenza artificiale per l’analisi dei dati clinici e l’ottimizzazione della produzione farmaceutica sta crescendo in modo esponenziale. Tuttavia, l’uso massiccio di dati sensibili impone nuove responsabilità come la protezione della privacy, la gestione etica delle informazioni e la riduzione dell’impatto ambientale delle infrastrutture digitali.
- gestione responsabile dei rifiuti farmaceutici: la sostenibilità ambientale entra nel cuore dei processi produttivi. Le aziende sono infatti chiamate a ridurre l’impatto degli scarti e a promuovere modelli di economia circolare, in risposta a normative sempre più stringenti e a una maggiore consapevolezza collettiva.
- alti standard di qualità e sicurezza: le normative ambientali e sanitarie sono sempre più rigorose. Questo significa che qualità e sostenibilità oggi vanno di pari passo e rispettare standard elevati significa anche adottare processi a basso impatto ambientale, materiali sicuri e soluzioni produttive in grado di garantire la salute pubblica senza danneggiare l’ambiente.
- accesso equo ai trattamenti: quando parliamo di sostenibilità non intendiamo solo quella ambientale. La sostenibilità sociale è parte integrante dell’equazione. Ecco perché, in questo contesto, facilitare l’accesso alle cure abbattendo barriere economiche e logistiche è una responsabilità condivisa tra aziende, istituzioni e organizzazioni civili.
La strategia UE per un’industria farmaceutica sostenibile
Di fronte a questi trend e a questa necessità di adattamento, viene forse spontaneo chiedersi cosa stiano facendo le istituzioni a riguardo. A livello europeo, per affrontare le sfide legate alla sostenibilità, all’innovazione e alla sicurezza, è stata sviluppata una strategia articolata in quattro pilastri. L’obiettivo è consolidare un sistema farmaceutico europeo più accessibile e sostenibile, che risponda alle esigenze sanitarie globali in continua evoluzione:
- accesso equo e risposte alle esigenze mediche insoddisfatte: uno degli obiettivi principali della strategia farmaceutica dell’Unione Europea è garantire che tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro posizione geografica o condizione economica, possano accedere in modo tempestivo e sostenibile ai farmaci di cui hanno bisogno. Particolare attenzione è rivolta alle malattie rare, spesso trascurate per la loro limitata redditività, e alla resistenza antimicrobica, una minaccia crescente per la salute pubblica globale. La strategia intende invece incentivare la ricerca e lo sviluppo di terapie innovative in queste aree, rispondendo a bisogni clinici ancora insoddisfatti con soluzioni efficaci e accessibili.
- competitività, innovazione e sostenibilità: per rafforzare il ruolo dell’Europa come polo di eccellenza nel settore farmaceutico, la strategia promuove un ecosistema che favorisca la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e la produzione sostenibile. L’obiettivo è produrre farmaci sicuri ed efficaci, riducendo però l’impatto ambientale attraverso l’adozione di tecnologie verdi, l’efficienza energetica e l’uso responsabile delle risorse. In questo modo la sostenibilità diventa parte integrante della competitività, un fattore distintivo capace di rafforzare l’intero sistema industriale europeo.
- preparazione alle crisi e sicurezza delle forniture: la pandemia ha reso evidente quanto le catene di approvvigionamento farmaceutico siano soggette a interruzioni improvvise e quindi vulnerabili, con effetti diretti sulla salute dei cittadini. Per questo, la strategia europea punta a rendere il sistema più resiliente, promuovendo la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, l’accorciamento delle filiere e una maggiore autonomia produttiva. L’obiettivo è garantire la disponibilità costante di farmaci essenziali, anche in situazioni di emergenza sanitaria o crisi geopolitiche.
- leadership normativa globale dell’UE: l’UE si pone l’obiettivo di consolidare il proprio ruolo di riferimento mondiale nella regolamentazione del settore farmaceutico. Questo significa non solo mantenere standard elevati di qualità, efficacia e sicurezza per i medicinali immessi sul mercato, ma anche influenzare positivamente le politiche internazionali, promuovendo un sistema farmaceutico più etico, trasparente e cooperativo. L’UE vuole quindi contribuire attivamente alla costruzione di un mercato globale dei farmaci più giusto e orientato al bene comune.
Come affrontare le sfide della sostenibilità nel settore pharma?
La sostenibilità, da semplice obbligo normativo, diventa quindi una risorsa strategica fondamentale per stimolare l’innovazione, rafforzare la competitività e aumentare la sopravvivenza delle imprese nel tempo.
Ma come passare dalla consapevolezza all’atto pratico?
Oggi le aziende devono intraprendere un percorso verso un modello più sostenibile, integrando pratiche che possano ridurre l’impatto ambientale e sociale lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti.
Un aspetto fondamentale è l’adozione dell’economia circolare, che consente di ottimizzare le risorse, ridurre i rifiuti e promuovere il riuso e il riciclo fin dalle prime fasi di progettazione.
Ma la sostenibilità non si limita alla sola efficienza nella gestione delle risorse: riguarda anche la tutela degli ecosistemi da cui derivano molte delle sostanze utilizzate nella produzione farmaceutica. Alcuni principi attivi, infatti, provengono da piante, microrganismi o altre fonti naturali, la cui conservazione è essenziale per garantire la continuità e la sicurezza dell’approvvigionamento. Preservare la biodiversità e gli habitat da cui dipendono queste risorse significa quindi proteggere anche l’innovazione futura del settore.
Un impegno che in LETSCOM, ad esempio, sentiamo come parte integrante della nostra identità. Per questo, in collaborazione con il partner scientifico 3Bee, abbiamo avviato un progetto concreto di rigenerazione ambientale attraverso la messa a terra di 50 piante nettarifere. Questi alberi, parte della nostra Oasi della Biodiversità, contribuiranno a nutrire fino a 14.000 insetti impollinatori, fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi e la salute della catena alimentare, grazie alla produzione stimata di 17 kg di nettare. Il nettare sarà poi utilizzato per produrre barattoli di miele che abbiamo deciso di donare ai nostri clienti in occasioni speciali, come il Natale.
Un’altra azione necessaria è la creazione di catene di fornitura più sostenibili. Non solo per ridurre le emissioni legate al trasporto e alla logistica, ma anche per migliorare le condizioni sociali lungo tutta la filiera, dal reperimento delle materie prime alla distribuzione del prodotto finito.
Accanto alla gestione delle risorse e alla tutela della biodiversità, c’è poi la decarbonizzazione. L’industria farmaceutica è chiamata a ridurre progressivamente le proprie emissioni di gas serra, adottando soluzioni tecnologiche e organizzative che favoriscano l’efficienza energetica, l’uso di fonti rinnovabili e la riduzione dell’impatto dei processi produttivi. Questo impegno è parte integrante della più ampia transizione verso un’economia a basse emissioni, oggi al centro delle politiche ambientali europee e globali.
Ultimo, ma non meno importante, è il ruolo giocato dall’eco-design, ovvero la progettazione di prodotti e processi che tengano conto sin dall’inizio del loro impatto ambientale e sociale. Questo approccio consente alle aziende farmaceutiche di intervenire in modo proattivo lungo l’intero ciclo di vita del farmaco — dalla scelta delle materie prime fino al packaging, dalla produzione fino allo smaltimento — orientando ogni fase verso criteri di sostenibilità, efficienza e sicurezza.
Green Marketing come leva strategica: agire, misurare, comunicare
Perché la sostenibilità si traduca in un vero vantaggio competitivo, non basta però adottare buone pratiche: è fondamentale misurarle, certificarle e comunicarle in modo efficace. Oggi le aziende farmaceutiche hanno a disposizione strumenti concreti per farlo: dall’uso di tecnologie digitali per monitorare consumi, emissioni e processi produttivi, fino all’adozione di standard internazionali di sostenibilità come SBTi, ISO 14001 o EcoVadis, sempre più richiesti da stakeholder, investitori e partner istituzionali.
Tuttavia, la sostenibilità non è solo una questione tecnica: è anche una componente sempre più centrale dell’identità aziendale. Comunicare con chiarezza i propri valori — inclusi gli impegni ambientali e sociali — rafforza il posizionamento del brand e crea un legame più autentico con il pubblico di riferimento.
Parliamo in questo caso di “Green Marketing”, l’insieme di strategie e azioni volte a comunicare in modo trasparente l’impegno ambientale di un’azienda, valorizzando iniziative concrete — come la riduzione delle emissioni, l’adozione di packaging sostenibili o l’uso di fonti rinnovabili. Non si tratta solo di “parlare di sostenibilità”, ma di inserirla in modo credibile e strategico nella narrazione aziendale, rendendola parte integrante dell’identità del brand.
In questo percorso, LETSCOM affianca le aziende farmaceutiche nella definizione e valorizzazione della propria brand identity, aiutandole a integrare la sostenibilità nella narrazione strategica. Anche in momenti decisivi come il lancio di nuovi prodotti, curando ogni aspetto strategico e operativo: dall’ideazione del concept, alla scelta di un packaging coerente con i valori del brand, fino alla realizzazione di campagne e materiali di comunicazione che mettono al centro la responsabilità ambientale e sociale.
Non solo, per ogni progetto analizziamo se e come sia possibile supportare le attività previste nel rispetto del requisito di sostenibilità, anche e soprattutto nella scelta dei nostri partner.
Se desideri raccontare al meglio ciò che rende unica la tua azienda, anche in ottica sostenibile, siamo pronti ad affiancarti.
Contattaci per esplorare insieme nuove opportunità per comunicare al meglio il tuo brand.