Ignaz Semmelweis è oggi ricordato come il pioniere della disinfezione delle mani. Da molti è considerato “il salvatore delle madri” dalla sepsi puerperale. La sua intuizione, inizialmente considerata una farneticazione pseudoscientifica, può essere considerata a pieno titolo una delle scoperte che hanno rivoluzionato la chirurgia moderna.

Articolo a cura di Francesco M. Labricciosa
Medico specialista in Igiene e Medicina Preventiva, LETSCOM Medical Writer

Nell’articolo precedente abbiamo visto come l’anestesia, l’eliminazione del dolore, abbia rappresentato senza dubbio una scoperta sconvolgente nella storia della pratica chirurgica. Oggi scopriremo come la teoria della disinfezione delle mani, sviluppata da Ignaz Semmelweis oltre centocinquanta anni fa, abbia contribuito a salvare la vita di migliaia di donne. E non solo.

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LA FEBBRE PUERPERALE

Continuiamo il nostro viaggio nel tempo. Oggi siamo a Vienna, capitale dell’Impero Austro-Ungarico, nel 1846, periodo storico denso di avvenimenti politici e sociali per l’Europa.

All’interno dell’Ospedale Generale sono presenti due grandi reparti di ostetricia, istituiti per offrire assistenza medica gratuita a tutte le gestanti [1]. È proprio qui, all’interno della Prima Clinica Ostetrica, che troviamo Ignaz Semmelweis, giovane medico ungherese, impegnato quotidianamente a supervisionare i parti difficili e a visitare le puerpere ricoverate. 

Semmelweis si accorge presto che il tasso medio di mortalità materna per febbre puerperale registrato nella Prima Clinica è costantemente più elevato rispetto alla Seconda Clinica, nel corso degli anni risulta in media tre volte maggiore [2]. Questo fatto è noto anche al di fuori dell’ospedale e addirittura alcune donne preferiscono partorire per strada piuttosto che farsi ricoverare. Semmelweis ne è profondamente turbato [3].

La febbre puerperale era comune negli ospedali della metà del XIX secolo e conduceva alla morte nella maggioranza dei casi, dopo una agonia febbrile di alcuni giorni. Oggi la sepsi puerperale è una delle cinque principali cause di mortalità materna nel mondo, responsabile del 15% di tutte le morti materne [4].

Semmelweis è deciso a trovare una soluzione. Intraprende un lungo, meticoloso percorso di osservazione, di raccolta e analisi dei dati. Esclude come cause possibili il sovraffollamento degli ambienti di degenza, il clima e l’influenza epidemica [2,3]. Osserva che, nei casi di nascite avvenute lungo la strada, la febbre puerperale è praticamente assente nonostante le condizioni di disagio in cui si verifica il parto [2,5].

LE “PARTICELLE CADAVERICHE”

L’intuizione arriva nel 1847. Il professor Jacob Kolletschka muore a causa di una patologia febbrile alcuni giorni dopo essersi ferito accidentalmente con il bisturi durante un’autopsia. Semmelweis osserva che i reperti riscontrati nell’esame post-mortem del professore sono simili a quelli osservati sui cadaveri delle puerpere e dei neonati deceduti [2,6].

Riflette anche su un altro dettaglio essenziale: all’interno della Prima Clinica Ostetrica prestano servizio i medici e gli studenti, che effettuano anche le autopsie. Nella Seconda Clinica invece lavorano soltanto le ostetriche, che non hanno alcun contatto con i cadaveri [3,7]. 

Ecco l’ipotesi: i medici e gli studenti sono in grado di veicolare, attraverso le loro mani contaminate durante la dissezione dei cadaveri, dalla sala autoptica al reparto di ostetricia, le “particelle cadaveriche”. Queste, entrando in contatto con le gestanti in travaglio durante l’esplorazione vaginale, possono entrare nel sistema sanguigno attraverso piccole lesioni traumatiche e provocare la febbre puerperale [2,6]. 

LA DISINFEZIONE DELLE MANI

Semmelweis decide di obbligare tutti i medici a disinfettare le mani con una soluzione di cloruro di calce prima del contatto con le pazienti. Sceglie questo composto perché è il più efficace nel rimuovere l’odore nauseabondo dei tessuti infetti [3,6]. 

Nonostante la resistenza e la diffidenza dei colleghi, ottiene risultati immediati, straordinari. Il tasso medio di mortalità per febbre puerperale nella Prima Clinica Ostetrica passa dal 18.3% del mese di aprile all’1.2% del mese di luglio del 1847, addirittura inferiore a quello registrato nella Seconda Clinica [5].

La sua scoperta, risultato di un processo logico-deduttivo, basato sul rigore scientifico, sull’evidenza clinica e sui reperti anatomopatologici, è rivoluzionaria.

Tuttavia questo successo suscita ostilità e invidia tra i colleghi, che iniziano una vera e propria campagna di diffamazione nei suoi confronti. L’idea pionieristica di Semmelweis è contraria a tutte le conoscenze mediche consolidate dell’epoca, in base alle quali si ritiene che le malattie si diffondano sotto forma di miasmi nell’aria [1]. La sua teoria viene respinta anche perché mina il prestigio della professione medica. Alcuni colleghi, considerando il loro status sociale di gentiluomini, considerano incoerente l’idea che le loro mani siano sporche e inopportuno il suggerimento della loro disinfezione [1].

Nonostante la pubblicazione dei suoi risultati, Semmelweis non vive abbastanza a lungo da vedere riconosciuta la sua sconvolgente scoperta. Infatti, soltanto nel 1879 lo scienziato francese Luis Pasteur, grazie allo sviluppo della teoria dei germi, giungerà ad identificare il microrganismo responsabile della febbre puerperale [2].

Torniamo al presente. Oggi ci sembra assurdo il comportamento di coloro che si rifiutavano di igienizzare le mani dopo aver visitato una paziente o dopo aver effettuato un esame autoptico.

L’igiene delle mani è oggi considerata la misura più importante per prevenire le infezioni, la diffusione della resistenza antimicrobica e per ridurre le infezioni correlate all’assistenza sanitaria, essendo supportata da solide prove scientifiche [8]. 

Negli ultimi due decenni l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha introdotto diversi interventi per aumentare l’adesione degli operatori sanitari all’igiene delle mani e l’implementazione globale di questa strategia ha condotto ad un importante cambiamento comportamentale con notevoli risultati [9].

Oggi quindi non abbiamo alibi. Abbiamo chiare evidenze scientifiche a disposizione. 

L’insegnamento di Semmelweis, dopo oltre un secolo e mezzo, è ancora attuale. Ma abbiamo davvero imparato la lezione?

 


Bibliografia

1. Rangappa P. Ignaz Semmelweis—hand washing pioneer. J Assoc Physicians India. 2010;58:328.
2. Sabbatani S. Il ragionamento di Semmelweis e la febbre puerperale [The Semmelweis reasoning and the puerperal fever]. Infez Med. 2008;16:47-58.
3. Ataman AD, Vatanoğlu-Lutz EE, Yıldırım G. Medicine in stamps-Ignaz Semmelweis and Puerperal Fever. J Turk Ger Gynecol Assoc. 2013;14:35-39.
4. Buddeberg BS, Aveling W. Puerperal sepsis in the 21st century: progress, new challenges and the situation worldwide. Postgrad Med J. 2015;91:572-578.
5. Ellis H. Ignaz Semmelweis: tragic pioneer in the prevention of puerperal sepsis. Br J Hosp Med (Lond). 2008;69:358.
6. Jay V. Ignaz Semmelweis and the conquest of puerperal sepsis. Arch Pathol Lab Med. 1999;123:561-562.
7. Stewardson A, Allegranzi B, Sax H, Kilpatrick C, Pittet D. Back to the future: rising to the Semmelweis challenge in hand hygiene. Future Microbiol. 2011;6:855-876.
8. Allegranzi B, Pittet D. Role of hand hygiene in healthcare-associated infection prevention. J Hosp Infect. 2009;73:305-315.
9. Lotfinejad N, Peters A, Tartari E, Fankhauser-Rodriguez C, Pires D, Pittet D. Hand hygiene in health care: 20 years of ongoing advances and perspectives. Lancet Infect Dis. 2021;21:e209-e221.