I principi dell’antisepsi formulati da Lister, alla base della prevenzione e del controllo delle infezioni, hanno contribuito sicuramente a rendere la chirurgia più sicura e ancora oggi continuano a salvare numerose vite umane.

Articolo a cura di Francesco M. Labricciosa
Medico specialista in Igiene e Medicina Preventiva, LETSCOM Medical Writer

La scoperta e l’introduzione dell’anestesia nella pratica clinica resero l’intervento chirurgico indolore per il paziente. Ciò consentì ai chirurghi di tentare procedure più lunghe e complicate, portando al tempo stesso a un drammatico aumento del numero di decessi per infezioni chirurgiche.

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TROPPI MORTI

Oggi siamo a Glasgow, città dell’Impero Britannico in piena età vittoriana e in una fase di caotico sviluppo industriale, negli Anni Sessanta dell’Ottocento.

La pratica chirurgica comprende tecniche che non esiteremmo a definire primitive in base agli standard di oggi. I chirurghi operano in aule gremite di studenti e osservatori, in abiti normali, senza guanti, con strumenti spesso ancora contaminati da residui di liquidi biologici di interventi precedenti e in condizioni igieniche a volte pessime.

In questo contesto svolge la sua professione Joseph Lister, affermato e brillante professore di chirurgia presso la Royal Infirmary dell’Università di Glasgow [1]. Dal 1861 ricopre il ruolo di responsabile dei reparti, la cui costruzione è appena stata ultimata, nella speranza che la realizzazione di nuovi ambienti possa ridurre le morti correlate agli interventi chirurgici. 

Tuttavia, questa aspettativa si rivela vana. Lister osserva che, tra il 1861 e il 1865, il tasso di mortalità nei casi di amputazione oscilla tra il 45 e il 50% [2].

Dati sconvolgenti. Lister decide di approfondire lo studio delle ferite chirurgiche nel tentativo di trovare una soluzione a questo grave problema. Scarta la teoria, molto accreditata all’epoca tra comunità scientifica, secondo la quale la diffusione delle infezioni sia provocata da miasmi emanati dalla materia organica in decomposizione. Tuttavia è convinto che la suppurazione delle ferite sia provocata dall’azione di minuscole particelle veicolate dall’aria. La teoria comincia a prendere forma.

L’ACIDO FENICO

La svolta arriva nel 1865. Lister legge un articolo pubblicato da Louis Pasteur sul ruolo dei germi nei processi di fermentazione e putrefazione. Lo scienziato francese ha dimostrato che questi due processi si verificano solo all’interno di fluidi che hanno contatto con l’aria. Inoltre ha osservato che il processo fermentativo è causato dall’azione di germi che possono essere trasportati nell’aria [1].

Le osservazioni di Pasteur forniscono una spiegazione alle teorie di Lister. Ipotizza che all’interno della ferita si verifichi un processo analogo a quello che causa la fermentazione [3]: l’infezione della lesione può essere evitata attraverso l’uso di sostanze capaci di prevenirne il contatto con l’aria. In questo modo viene evitata la contaminazione e di conseguenza l’instaurarsi del processo putrefattivo [4]. 

Lister decide di testare l’efficacia dell’acido fenico, applicandolo direttamente sulle ferite [3].

L’acido fenico o fenolo fu scoperto nel 1834. Veniva estratto in forma impura dal catrame di carbone e originariamente era chiamato “acido carbolico”. All’epoca era impiegato come deodorante e disinfettante per le acque reflue degli scarichi fognari.

Arriviamo così al 12 agosto del 1865, data memorabile nella storia della chirurgia. Quel giorno Lister utilizza per la prima volta l’acido fenico nella pratica clinica [5]. Il paziente è un ragazzo di undici anni; è stato investito da una carrozza e, dall’impatto con la ruota, ha riportato una frattura composta della gamba sinistra. In questo periodo storico, lesioni traumatiche di questo tipo sono molto frequenti e caratterizzate anche da un alto tasso di infezione, che spesso richiede l’amputazione dell’arto. 

Lister medica la ferita con un bendaggio imbevuto di acido fenico diluito e applica una stecca per immobilizzare l’arto. La medicazione viene ripetuta e dopo sei settimane non solo la frattura viene ricomposta, ma la ferita riportata in conseguenza del trauma non ha subito processi suppurativi.

L’ANTISEPSI

Nei mesi successivi la procedura antisettica dà prova di essere efficace in numerosi casi clinici, nonostante un’azione irritante sulla cute sana attorno alla ferita. 

Lister decide di estendere la pratica della disinfezione, utilizzando un nebulizzatore per rilasciare l’acido fenico direttamente sul sito della lesione, sugli strumenti chirurgici, sulle mani e sul vestiario del chirurgo o anche nell’ambiente della sala operatoria.

Nel 1867 pubblica i primi risultati dell’utilizzo dell’acido fenico in una serie di cinque articoli sulla prestigiosa rivista The Lancet sulla prevenzione delle infezioni chirurgiche nelle fratture composte e negli ascessi [3]. Qui compare per la prima volta il termine “antisepsi”.

Il termine antisepsi deriva dal greco ἀντί “contro” e σῆψις “putrefazione”. È definita come  l’inibizione o l’arresto della proliferazione dei microrganismi su tessuti viventi, allo scopo di limitare o prevenire gli effetti dannosi dell’infezione.

La teoria di Lister viene ampiamente criticata all’inizio e non riceve il riconoscimento dovuto dai suoi colleghi [1], che ritengono la procedura eccessiva e inutilmente complicata. Nonostante i commenti negativi da parte dei colleghi, Lister continua a credere fermamente nella effettiva validità del metodo. 

Nei decenni successivi, con lo sviluppo della batteriologia e la dimostrazione del ruolo dei germi nelle infezioni delle ferite, la teoria dell’antisepsi formulata da Lister verrà ampiamente accettata dai medici di tutta Europa [1,6].

Grazie alle sue intuizioni, Joseph Lister fu il primo ad applicare la teoria dei germi di Pasteur alla chirurgia, trovando un modo per prevenire l’infezione delle ferite durante e dopo l’intervento chirurgico. 

I suoi principi, alla base del moderno controllo delle infezioni, hanno contribuito sicuramente a rendere la chirurgia più sicura e possiamo concludere senza dubbio che ancora oggi continuano a salvare numerose vite.

 


Bibliografia

1. Cope Z. Joseph Lister, 1827-1912. Br Med J. 1967;2:7-8.
2.Cartwright FF. “Joseph Lister”. Encyclopedia Britannica, 1 Apr. 2022. https://www.britannica.com/biography/Joseph-Lister-Baron-Lister-of-Lyme-Regis.
3. Pitt D, Aubin JM. Joseph Lister: father of modern surgery. Can J Surg. 2012;55:E8-9.
4. Worboys M. Spreading germs. Disease Theories and Medical Practice in Britain, 1865-1900. Cambridge: Cambridge University Press, 2000.
5. Worboys M. Joseph Lister and the performance of antiseptic surgery. Notes Rec R Soc Lond. 2013;67:199-209.
6. Jessney B. Joseph Lister (1827-1912): a pioneer of antiseptic surgery remembered a century after his death. J Med Biogr. 2012;20:107-110.