La tubercolosi accompagna la storia degli esseri umani dalla loro comparsa sulla Terra e continua a causare quasi 2 milioni di morti ogni anno. Il numero è destinato ad aumentare: quali sono le nuove prospettive?

Articolo a cura di Clelia Palanza
Biologa e medical writer

Nell’articolo precedente di questa serie abbiamo parlato delle caratteristiche della tubercolosi, malattia infettiva diffusa ancora oggi e che costituisce una minaccia per la salute globale. Prima di approfondire altri aspetti di questa patologia, dobbiamo fare un passo indietro. Oggi, infatti, scopriremo la storia della tubercolosi, del vaccino e degli antibiotici che ne hanno cambiato le sorti, fino a quando, negli anni Novanta del ‘900, non è emersa in Cina una variante farmaco resistente. Una storia che avvicina la tubercolosi a COVID-19, ma non è solo questo che accomuna le due malattie infettive.

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BREVE STORIA DELLA TUBERCOLOSI

I primi reperti fossili in cui il batterio della tubercolosi è stato identificato risalgono a circa 70.000 anni fa, ma si pensa che la sua origine sia molto più antica e che risalga a prima della comparsa dell’Homo sapiens stesso sulla Terra. Per quanto riguarda la prima infezione negli esseri umani e lo sviluppo della malattia, l’ipotesi avanzata è che l’antenato del batterio che conosciamo oggi abbia fatto il salto di specie dal bisonte agli esseri umani, che, proprio in quel periodo, iniziavano a costruire i primi insediamenti. Fu così che la tubercolosi, grazie alle migrazioni dei popoli fuori dall’Africa, si diffuse in tutto il pianeta diventando endemica [1]. 

Diversi studi hanno tentato di ricostruire la storia della malattia, trovandone alcune tracce prima nei resti fossili di milioni di anni fa e poi nelle mummie dei faraoni egizi. Il primo che la descrisse fu però Ippocrate nel V secolo a.C., riuscendo solo ad identificarla come una delle principali cause di morte dell’epoca. Fu poi Avicenna, nel X secolo d.C., a definire i sintomi e le manifestazioni cliniche della malattia nel suo manuale “Il canone della medicina”, in cui suggeriva la quarantena per cercare di limitarne la diffusione una volta diagnosticata. La tubercolosi ha sempre accompagnato la storia di Homo sapiens, intrecciandosi con le vicende umane tanto da essere presente anche nella storia dell’arte e della letteratura, aspetto di cui parleremo meglio, però, nell’ultimo articolo di questa serie di approfondimenti.

La scoperta del batterio responsabile della tubercolosi, il Mycobacterium tuberculosis, risale al 1882, quando il medico tedesco Robert Koch riuscì a isolarlo e nel 1905 questa storica scoperta gli valse il premio Nobel per la medicina [2]. Il giorno scelto da Robert Koch per annunciare la scoperta di quello che poi venne rinominato come il “bacillo di Koch” fu il 24 marzo, la stessa data che in seguito l’Organizzazione Mondiale della Sanità decise di celebrare come Giornata Mondiale della Tubercolosi [3].

L’identificazione dell’agente patogeno responsabile della tubercolosi fu una vera e propria rivoluzione per la medicina e la società. Arrivò al termine dell’Ottocento, secolo in cui la malattia aveva colpito pesantemente la popolazione senza distinzione di classe o censo. I contagiati erano moltissimi e i sanatori dove ricoverarli venivano continuamente allargati. Fu lo stesso Koch a cercare anche una cura, ma senza ottenere risultati soddisfacenti, che invece si ebbero con l’avvento degli antibiotici e la scoperta del vaccino

IL VACCINO PER LA TUBERCOLOSI

Il vaccino per la tubercolosi fu inoculato per la prima volta nel 1921 a Parigi, dopo essere stato ideato dai ricercatori dell’Istituto Pasteur di Lille Albert Calmette e Camille Guérin, da cui prende il nome: Vaccino Bacillus Calmette–Guérin (BCG). BCG è un vaccino a virus vivo attenuato di tubercolosi bovina (Mycobacterium bovis) [4]. Inizialmente fu accolto con paura e diffidenza anche perché non mancarono episodi controversi, come quello che si verificò nel 1930 a Lubecca in Germania [5]. 

La vicenda ebbe inizio quando il Professor Deycke, Direttore dell’Ospedale di Lubecca, e il dottor Alstädt, Direttore del Dipartimento della Salute di Lubecca, decisero di avviare un programma di vaccinazione per la tubercolosi dedicato ai neonati [6]; l’indicazione per la preparazione del vaccino fu fornita dall’Istituto Pasteur, ma fu poi realizzato a Lubecca e somministrato per via orale. Dopo circa quattro settimane un elevatissimo numero di bambini che avevano ricevuto il vaccino sviluppò la tubercolosi: su 250 vaccinati, 208 furono infettati e 73 morirono nel primo anno di vita. Ci vollero circa due anni perché le analisi condotte da un team di esperti esonerassero il vaccino dalla responsabilità di quanto accaduto, dando la colpa unicamente all’errata preparazione della formula. Il danno d’immagine però fu enorme e fu difficile recuperare la fiducia della popolazione: la campagna vaccinale subì una battuta d’arresto [7]. 

Alla fine degli anni Quaranta furono pubblicati diversi studi che fornivano prove solide sull’utilità del vaccino BCG per la protezione contro la tubercolosi e, grazie anche alla complicità del disastro sociale e sanitario in cui il mondo versava dopo la seconda guerra mondiale, molti stati europei scelsero di incoraggiare e favorire campagne di vaccinazione per questa malattia. In molti seguirono l’esempio dell’Europa e, anche su indicazione della neonata Organizzazione Mondiale della Sanità, introdussero la vaccinazione nei cicli vaccinali di routine [6]. 

Oggi, trascorsi 100 anni dal primo utilizzo di questo vaccino, sappiamo che è un prodotto che presenta diversi limiti, tra cui l’efficacia che si aggira attorno al 40-50%. Inoltre non è più disponibile in commercio nei paesi in cui la tubercolosi ha una bassa diffusione, per via del rischio, seppur raro, di portare allo sviluppo della malattia stessa (cosa che accade principalmente nei bambini con HIV).

La ricerca in questo campo è ferma a 100 anni fa, ma la tubercolosi ha continuato a diffondersi: se nei paesi più ricchi si riesce a gestirla è solo grazie alle terapie antibiotiche. Purtroppo, però, da alcuni anni è emersa una variante farmaco resistente che sta mettendo profondamente in crisi questo sistema e che ha riacceso l’attenzione verso la ricerca di un nuovo vaccino sicuro ed efficace, che difenda il mondo da questa malattia [8]. 

NUOVE PROSPETTIVE

Il programma della Commissione Europea (CE) Horizon 2020 ha sostenuto il progetto di ricerca collaborativa TBVAC2020. Si tratta della prosecuzione del progetto NEWTBVAC (Discovery and preclinical development of new generation tuberculosis vaccines) conclusosi nel 2019 che, grazie alla collaborazione di oltre 40 attori a livello europeo, è riuscito a sviluppare sei candidati vaccini per la tubercolosi [9]. TBVAC2020 mira a innovare e diversificare il vaccino contro la TBC rispetto a quello esistente, proseguendo il lavoro già intrapreso [10]. Il progetto oggi coinvolge anche partner extra-europei come Stati Uniti, Asia e Australia e vede l’avvio di una sperimentazione in Sud Africa dell’uso di uno dei sei candidati vaccini che ha già superato la prima fase clinica, che sono tutti vaccini a virus vivo attenuato [11].

L’obiettivo è quello di trovare un vaccino sicuro ed efficace per la tubercolosi, così come oggi il mondo ha a disposizione quello per COVID-19, in modo da poter rispondere adeguatamente all’emergenza legata al diffondersi della tubercolosi farmaco resistente, su cui purtroppo la terapia antibiotica non è efficace. Affronteremo questo tema in maggiore dettaglio nel prossimo articolo. 

 


Bibliografia

1. Galagan, J. Genomic insights into tuberculosis. Nat Rev Genet 15, 307–320 (2014). https://doi.org/10.1038/nrg3664
2. Tan SY, Berman E. Robert Koch (1843-1910): father of microbiology and Nobel laureate. Singapore Med J. 2008 Nov;49(11):854-5. PMID: 19037548.
3. https://www.who.int/campaigns 
4. Rümke HC. BCG: een bijna 100 jaar oud vaccin [BCG: an almost 100-year-old vaccine]. Ned Tijdschr Geneeskd. 2020 Sep 3;164:D5146. Dutch. PMID: 33030317.
5. Hawgood BJ. Albert Calmette (1863-1933) and Camille Guérin (1872-1961): the C and G of BCG vaccine. J Med Biogr. 2007 Aug;15(3):139-46. doi: 10.1258/j.jmb.2007.06-15. PMID: 17641786.
6. Luca S, Mihaescu T. History of BCG Vaccine. Maedica (Bucur). 2013;8(1):53-58.
7. Lange B. Weitere Untersuchungen zur Klärung der Ursachen der Unglücksfälle in Lübeck. Tuberk. 1931;62:335–51.
8. Bendre AD, Peters PJ, Kumar J. Tuberculosis: Past, present and future of the treatment and drug discovery research. Curr Res Pharmacol Drug Discov. 2021;2:100037. Published 2021 May 27. doi:10.1016/j.crphar.2021.100037
9. https://cordis.europa.eu/article/id/91352-new-tuberculosis-vaccines-from-research-to-application/it 
10. http://www.tbvi.eu/for-partners/tbvac2020/tbvac2020-project-description/
11. Kaufmann SHE, Dockrell HM, Drager N, et al. TBVAC2020: Advancing Tuberculosis Vaccines from Discovery to Clinical Development. Front Immunol. 2017;8:1203. Published 2017 Oct 4. doi:10.3389/fimmu.2017.01203